Le emozioni sono innate o le impariamo?

Le persone nascono sapendo nominare e gestire rabbia, senso di colpa, tristezza ecc. oppure imparano a farlo? Sono innate o si apprendono? Vediamolo insieme

Cosa sono le emozioni

Ricordo ancora l’episodio in cui il professore all’università ci fece questa domanda e nessuno di noi sapeva come rispondere. Le proviamo tutti, su dai, tutti sappiamo cosa sono! Ma definirle è tutta un’altra cosa. Tu come le definiresti?

Partiamo dall’etimologia del termine: “emozione” deriva dal latino emotus, participio passato del verbo emovere, che significa “portare fuori”, “muovere verso l’esterno”.  Possiamo pertanto definirle come

manifestazioni psico-fisiche che a cascata producono effetti sul pensiero e portano ad un’azione.

Psico-fisiche perché sentiamo a livello corporeo l’emozione: battito cardiaco accelerato, sudorazione o sensazione di freddo, rossori ecc. Per distinguere le varie emozioni a livello corporeo guarda l’immagine qui sotto.

Hanno un effetto sul pensiero in quanto influenzano sia la nostra capacità di riflettere (quando, ad esempio, siamo arrabbiati o depressi si può far fatica ad essere lucidi) sia la natura stessa dei nostri pensieri.

Infine richiedono necessariamente di agire sull’ambiente al fine di ripristinare il precedente equilibrio. Se, ad esempio, qualcuno ha commesso un’azione ingiusta nei tuoi confronti e ti senti arrabbiato, la cosa utile sarebbe farglielo sapere e cercare la miglior via per ritrovare un senso di giustizia.

Quali sono le emozioni di base?

La gamma delle emozioni è davvero vasta, soprattutto in età adulta, ricca di sfaccettature e diverse intensità. Riprendendo l’esempio della rabbia possiamo inserire nel termometro delle emozioni il fastidio (livello più basso), a salire la frustrazione, la rabbia, la collera o ira.

Attorno agli anni ’50 e ’60 Paul Ekman e collaboratori fecero numerose ricerche al fine di verificare la tesi secondo cui esistono delle emozioni universali, capaci essere private quindi da tutti gli esseri umani indipendentemente dalla cultura di appartenenza. Ebbene, la ricerca si concluse con esito positivo ed Ekman sottolineò come sei sono le emozioni di base:

- RABBIA

- PAURA

- TRISTEZZA

- GIOIA

- DISGUSTO

  • SORPRESA

Queste sono perciò le emozioni che tutti i popoli del mondo sono in grado di provare e che quindi ci accomunano.

Le emozioni culturalmente apprese

D’altro canto ogni cultura utilizza termini diversi per definire determinate emozioni ed è davvero affascinante osservare come in certi gruppi etnici vi siano termini che non appartengono ad altre culture. A tal proposito suggerisco di sfogliare il libro L’Atlante delle emozioni umane, davvero interessante.

Nella descrizione del libro si legge che  ad esempio, solo gli inuit chiamano iktsuarpok il miscuglio di ansia, nervosismo, eccitazione e felicità che prova chi aspetta l’arrivo di ospiti a casa, o la risposta a una mail importante; per i finlandesi, kaukokaipuu è l’inspiegabile nostalgia per un posto dove non siamo mai stati; gli spagnoli chiamano vergüenza ajena l’imbarazzo empatico di chi assiste alle figuracce altrui. A sottolineare come lo spettro delle emozioni umane è davvero vasto.

Le emozioni perciò sono innate o le impariamo?

Abbiamo scoperto che alcune emozioni di base sono universali e quindi tendono ad essere innate. Il modo in cui però vengono espresse e gestite è culturalmente appreso e ciò si impara fin da piccoli all’interno della nostra famiglia.

Frasi come “Non piangere, non è niente”, oppure “Non arrabbiarti, le brave bambine non si arrabbiano” sono modi in cui si insegna al piccolo che tristezza e rabbia non sono emozioni adeguate e vanno trattenute.

Come agire con i bambini quindi? Ad esempio se piange dopo essere caduto, abbracciarlo e dire “deve farti proprio male, vedrai che tra poco passa” e aiutare il piccolo a stare con l’emozione.  È importante infatti imparare a nominare ciò che si prova e a non sfuggirlo, nonostante a volte sia spiacevole. Solo in questo modo si allena l’intelligenza emotiva e ci potrà essere benessere psichico e relazionale.

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