Le esperienze rischiose dell’adolescente

Durante la seconda serata in programma per il ciclo “Crescere figli sani per farne adulti maturi”, il prof. Gianoli ha affrontato il tema del rischio e in particolare delle esperienze rischiose che gli adolescenti si ritrovano a compiere. Di seguito ne riassumerò i punti principali. Per chi desiderasse conoscere di cosa il professore ha parlato durante la prima sera, trovate l’articolo qui.

Quali sono le esperienze rischiose dell’adolescente?

1. La SESSUALITA'

Pur sembrando consapevoli ed informati di tutto ciò che accade nella vita, gli adolescenti non hanno informazioni precise sul mondo, nemmeno sulla sessualità, a meno che non venga affrontata dagli adulti di riferimento. Gli adulti però spesso scelgono la strada del silenzio, fanno finta di non vedere che il bambino e la bambina sono oramai entrati nella pubertà e possiedono un corpo sessualizzato. È fondamentale dare loro informazioni specifiche e scientifiche riguardo i cambiamenti del corpo e la sessualità, non basate sulle opinioni e le convinzioni personali. Se sentite di non essere in grado di affrontare questo tema o se non possedete le informazioni adatte è consigliabile farvi supportare da qualcuno su questo o permettere che il ragazzo o la ragazza parli con qualche altro adulto. Qual è il ruolo dei genitori e in secondo luogo degli insegnanti nel caso dell’adolescente (15-17 anni)? Il ruolo è aiutarlo ad essere responsabile del proprio corpo, a sapersi fare carico della gioia, della paura e del dolore che spesso comporta un corpo sessuato, perché questa è l’età degli amori intensi e delle passioni che gli adolescenti spesso faticano a comprendere e gestire.

2. Il RAPPORTO CON IL CORPO

Questo è un aspetto legato al primo punto. Maturazione fisica e sessuale infatti avvengono di pari passo durante la fase puberale. Il corpo viene modificato, diventa per parecchi mesi goffo, impacciato, per molti non esteticamente bello. Ecco che allora soprattutto le ragazzine decidono di iniziare diete drastiche per poter essere belle, per poter ritornare al corpo che avevano prima e questo può diventare pericoloso. Attenzione perciò mamme, non lanciate il messaggio alle vostre figlie “devi essere perfetta! Devi essere la più bella! Stai attenta a come ti mostri agli altri!” perché questi messaggi possono davvero essere pesanti per una ragazzina in età adolescenziale.

3. La RABBIA

Spesso vediamo adolescenti arrabbiati coi genitori, con gli insegnanti, con gli allenatori. La rabbia è un’emozione che viene scatenata nel momento in cui un bisogno per noi importante non riceve risposta. Stando su questo chiediamoci se siamo sempre rispettosi verso i ragazzi o se a volte capita di insultare la loro intelligenza, il loro mondo e il loro modo di essere. Di fronte ad un attacco, non aspettiamoci perciò di ricevere gentilezza!

4. L'USO DI SOSTANZE

Durante la prima serata uno dei temi è stato proprio la sperimentazione e, all'interno di questo, troviamo anche l’utilizzo di sostanze (alcool, tabacco, cannabis). Secondo il prof. Gianoli, se un adolescente sperimenta queste sostanze per una manciata di volte non costituisce un vero problema, il problema nasce nel momento in cui le sostanze diventano più pesanti (cocaina, eroina, ecstasy ma anche alcool) e quando il ragazzo ne diventa dipendente. A tal proposito c’è un motivo personale e uno relazionale che spingono un ragazzo all'uso continuo delle sostanze. Il primo è per non sentire e non ascoltarsi: ragazzi non abituati a sentire di cosa hanno bisogno e a come gestire il proprio mondo emotivo, nell'istante in cui provano dolore, frustrazione intensa, rabbia per qualche fallimento o ansia, non sapendo come lenire le ferite, ricorrono alla sostanza. Il motivo relazionale ha a che fare con i genitori. Quando il figlio vive con genitori particolarmente controllanti, si instaura una lotta di potere dove l’obiettivo inconscio del ragazzo è far capire “sono io il direttore della mia vita”. Uno dei modi per tenere in scacco i genitori è metterli di fronte ad una delle loro paure, ovvero che il figlio faccia uso di sostanze.

Dal mio punto di vista questi sono solo due dei motivi di un fenomeno molto complesso che possiede molte variabili e che va sicuramente valutato caso per caso.

5. FERIRE IL PROPRIO CORPO

Non è raro sentire ragazzi che si tagliano, fin dalle scuole medie. Se chiedete a un ragazzo “perché lo fai?” vi darà risposte del tipo “così per un attimo mi concentro su un male fisico e non sento il male che ho dentro” oppure “sto talmente male che tagliarmi mi da sollievo”. Quando permettete ai ragazzi di parlare del loro dolore, della loro rabbia e di ciò che hanno dentro solitamente smettono di tagliarsi. Hanno bisogno di far uscire con qualcuno che li ascolti davvero ciò che sentono, senza sentirsi sminuiti.

 

Bene, questi sono stati i 5 punti affrontati dal prof. Gianoli, spunti sicuramente utili e che mirano a far riflettere chi si occupa di ragazzi adolescenti e pre-adolescenti. Ognuno di questi punti andrebbe ampliato a sua volta perché contiene molti aspetti che meritano un approfondimento. All'interno della serata Gianoli ha consigliato la lettura di un libro " Il metodo danese per crescere bambini felici" (a lato trovi il link al sito dove lo puoi trovare).

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