Non riesco a smettere di pensare

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Hai presente quando la tua mente sembra avere vita propria e si incaponisce riguardo ad un unico pensiero? Altre volte invece parte da un pensiero che ti preoccupa e, dopo svariati minuti, atterra su pensieri catastrofici che ti provocano ansia. Tutto ciò accade, ovviamente, a fine giornata quando desidereresti solo poter dormire.

Oggi ti parlo di questo fenomeno diffuso che sono le rimuginazioni, ovvero pensieri non produttivi e per la maggior parte negativi.

Differenti tipi di pensiero rimuginativo

L’aspetto centrale che hai bisogno di tenere a mente è che le rimuginazioni, siano esse piacevoli o spiacevoli, non sono mai attinenti con la realtà. Sono piuttosto fantasie o immagini mentali di un futuro prossimo.

Non tutte sono negative però: se sei dal dentista e sai che devi rimanere steso per un’oretta, pensare alla cena squisita che mangerai stasera in quel ristorante che ti piace tanto, ti può aiutare a non sentire troppo il fastidio.

Ma se stai per addormentarti (scena classica) e il tuo pensiero va alle pratiche che devi sbrigare domani al lavoro, alle bollette che ti sei dimenticato di pagare ieri e quindi ti critichi perché “te lo saresti dovuto ricordare” e vi dicendo…beh questo non è sicuramente un tipo di rimuginazione  utile. Ti agita, ti disturba e non ti permette di dormire sereno.

Fai attenzione, perché così come non c’è limite all’immaginazione è altrettanto vero che

i pericoli inventati dal nostro pensiero sono praticamente infinti.

Alcuni appartengono alla vita quotidiana: il collega che ha sparlato con il capo di noi (e quindi “chissà ora cosa succederà”), il figlio che rischia di essere bocciato (“come faccio a farlo studiare?”), il vicino che alza la musica a tutto volume alle 8.00 del mattino (“ah ma domani mi sente!”) e così via.

Altre preoccupazioni appartengono al nostro corpo: questo mal di testa continuo mi mette ansia, mi sento grassa, dovrei dimagrire un po’, ho troppi brufoli e non mi piaccio ecc.

Fino a raggiungere i pensieri catastrofici riguardanti la propria vita e la propria persona: sono sfortunato, la vita mi fa incontrare solo persone che mi feriscono, nessuno mi vorrà mai, finirò solo e abbandonato da tutti ecc.

Ripeto, non c’è limite.

Perché l’essere umano è dotato di pensiero? A cosa serve?

Secondo G. C. Giacobbe il pensiero è un surrogato dell’azione. Quando ti accade qualcosa di spiacevole, in cui ad esempio ti arrabbi con una persona ma non puoi scaricare la rabbia nell’immediato, la tensione interna sale. E, appunto, non potendola scaricare subito, inizi a pensare ai vari modi in cui potresti reagire domani, quando rivedrai quella persona.  La tua mente inizia a proiettare diverse scene dello stesso film, finché non trovi quella giusta per te. Ti è mai capitato?

Per dirla in termini fisiologici, quando a causa di uno stimolo ambientale, lo stato di tensione raggiunge livelli alti oltre i quali può diventare autodistruttivo per l’individuo, subentra a salvaguardia della sua sopravvivenza uno stato di benessere (caduta temporanea della tensione) attivato dal pensiero. Quest’ultimo, simulando l’azione capace di scaricare la tensione simula una situazione gratificatoria (G.C. Giacobbe).

Ecco quindi cos’è e a cosa serve il pensiero nell’essere umano

E’ un sistema di problem solving,  capace di risolvere i problemi ambientali mediante la simulazione delle azioni atte alla loro soluzione. A patto però che le azioni pensate vengano attuate, cioè che le azioni diventino reali. Se ciò non accade ecco che abbiamo le rimuginazioni. Pensieri che si rincorrono l’un l’altro senza portare mai ad un’azione vera nella realtà. Immagino per ore e ore quello che farò e poi non lo porto a termine. Tutto ciò diventa deleterio nel tempo e fonte d’ansia.

Ti interessa sapere come puoi aiutarti a far cessare questi pensieri?

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A presto!

Eleonora

 

3 commenti

  1. […] Non riesco a smettere di pensare […]

  2. molto interessante grazie

  3. Zorzi Laura dice: Rispondi

    Interessante, mi sento coinvolta!

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