Vorrei cambiare ma non ci riesco! Quanto contano le abitudini nella tua vita.

nuove e vecchie abitudini

Quante volte hai guardato un video o un film che ti ha toccato nel profondo o hai partecipato ad un corso e ne sei uscito bello motivato dicendoti “da domani si cambia!” ?

Quante volte hai portato a termine questo buon proposito? Scommetto poche. Non ti preoccupare, sei in buona compagnia! La motivazione è un costrutto importante  che ti spinge a porti degli obiettivi in modo fermo ma se non viene costantemente innaffiata tende a lasciarti in modo rapido. Oggi ti senti motivato e domani non lo sei più. Il risultato è che ti arrabbi con te stesso e ti ripeti che sei pigro e senza buona volontà e ciò non contribuisce certo ad aumentare la tua autostima.

Cosa fare quindi per poter cambiare un aspetto della nostra vita?

Charles Duhigg nel suo libro best seller “Il potere delle abitudini” ci spiega, anche attraverso numerosissimi esempi, che il vero motore del cambiamento sono le abitudini. Pensaci bene: le abitudini ti plasmano, ti condizionano, siano esse buone o cattive. Il punto è però che non hanno vita propria, sei proprio tu a sceglierle.

Se scegli di guardare due ore di tv al giorno anziché impiegare lo stesso tempo per fare attività sportiva come ne risentirà la tua vita? Se scegli di compare per lo più cibo spazzatura anziché dedicare un po’ di tempo a scegliere cibi salutari come ne risentirà il tuo corpo? Se scegli di passare ogni domenica a letto o a fare le pulizie in casa anziché dedicarlo a qualche attività in compagnia o all’esterno come ne risentirà la tua mente?

Come vedi si tratta di scegliere. Di fermarsi, riflettere e scegliere.

vita sedentaria
stress

Vediamo alcuni consigli utili

Certo, scegliere di cambiare un’abitudine può essere difficile, e ne sanno qualcosa i fumatori. Ma non è impossibile. Su cosa si aggancia un’abitudine? Sulla gratificazione di un bisogno.  In particolare, ogni volta che un’abitudine prende il sopravvento, attiviamo un processo circolare che possiamo qui suddividere in tre fasi:

  1. Prima c’è un segnale, uno stimolo che necessita di essere ascoltato;
  2. Poi c’è la routine che può essere fisica, emotiva o mentale;
  3. Infine c’è la gratificazione, in base al quale il nostro cervello decide se vale la pena di memorizzare la nuova routine.

Quando si forma l’abitudine il cervello smette di lavorare, non partecipa più al processo decisionale, va in automatico. Così, ogniqualvolta sarai di fronte ad un certo stimolo, tenderai a rispondere allo stesso modo, con l’abitudine.

Cosa fai spontaneamente quando sei annoiato e sei a casa? E quando sei al lavoro? La noia è un potente stimolo che attiva abitudini. Oppure: quando sei molto triste cosa fai? Mangi dei dolci? Ti guardi una maratona di serie tv? Oppure bevi dell’alcool? Anche le emozioni, quando vissute in modo intenso, possono essere degli stimoli che attivano abitudini.

 

Duhigg al termine del libro offre degli spunti interessanti per aiutarti a cambiare un’abitudine che non ti piace più. In sintesi:

  • Hai bisogno di identificare innanzitutto la routine che desideri modificare (è facile identificarlo perché è l’aspetto più evidente, è il comportamento che non vuoi più attuare);
  • Comprendere qual è il bisogno sottostante: cos’è che mi spinge ogni pomeriggio ad andare al bar e mangiarmi una brioche? Fame? Noia? Bisogno di incontrare persone?
  • Isolare il segnale ovvero qual è lo stimolo che mi porta ad attivare la mia abitudine? Da varie ricerche sembra che tutti i segnali rientrino in una di queste cinque categorie:
    • Luogo
    • Tempo
    • Stato emotivo
    • Altre persone
    • Azione immediatamente precedente
  • Elaborare un progetto: se un’abitudine è una scelta compiuta deliberatamente e alla quale in seguito non pensiamo più , allora possiamo anche sostituirla. Come? Scegliendo di porre attenzione, d’ora in poi, al segnale, e consapevole del bisogno che vuoi gratificare, decidere di attivare una nuova routine. Torniamo per un attimo all’ esempio precedente: noto che ogni pomeriggio alle 15.30 sento il bisogno di andare al bar per mangiare una brioche. I bisogno che vado a soddisfare in realtà non è fame ma desidero scambiare due chiacchiere con qualcuno. Decido allora di attuare una nuova routine: ogni giorno alle 15.30 andrò alla scrivania di un collega per parlare per 10 minuti.

Sarà necessario eseguire la nuova routine ogni giorno oppure ogniqualvolta veniamo a contatto col segnale.

Cambiare le tue abitudini può avere una ricaduta enorme sulla tua vita ma anche su chi ti sta attorno, soprattutto se hai dei figli. Puoi essere per loro un esempio virtuoso nonché far loro comprendere che cambiare è possibile.

Concludo con questa frase “La vita non ha il telecomando, devi alzarti per cambiarla!”

Se desideri approfondire questo tema ti consiglio davvero di regalarti (o anche regalare, perché no!) il libro di Charles Duhigg che ho qui citato. In caso volessi acquistarlo, ti inserisco qui a fianco il link.

2 commenti

  1. Marco C dice: Rispondi

    Ottimo post, lo leggo sempre, è pieno di spunti per migliorare la mia vita!

  2. […] Vorrei cambiare ma non ci riesco! […]

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