Pensieri ossessivi e pensieri negativi: esistono?

pensieri

Ogni giorno il nostro cervello produce in media 17000 pensieri. Questo dato lo ha fornito il prof. Didonna, docente universitario e studioso di mindfulness e disturbo ossesssivo compulsivo. In questo articolo ti voglio dare una panoramica di ciò che ho imparato al convegno da lui tenuto a Udine l’8 febbraio proprio sul tema dei pensieri ossessivi.

La nostra mente è una fabbrica di pensieri

Se ti fermi un attimo ti renderai conto che la tua mente è costantemente pervasa da pensieri e, a dirla tutta, la mente è una fabbrica di pensieri e lo fa in modo del tutto spontaneo e naturale.  Ciò significa che questa produzione è al di fuori del tuo controllo e della tua volontà. Non puoi controllare i tuoi pensieri, non è possibile bloccare il loro manifestarsi poiché siamo biologicamente determinati a pensare.

Ma cosa sono di fatto i pensieri?

Il prof. Didonna ha posto questa domanda alla platea di psicologi e tutti abbiamo cercato di fornire una risposta più o meno elegante. La sua risposta ci ha però spiazzato per la sua semplicità e verità.

I pensieri altro non sono che piccoli impulsi elettrici prodotti dal nostro cervello, a malapena visibili dai macchinari. Già, impulsi elettrici. Questo fa molto riflettere su quanto spesso passiamo le giornate ad arrovellarci su di un singolo pensiero quando in realtà altro non è che questo. Ciò che abbiamo bisogno di imparare a fare è non identificarci con i nostri pensieri, fare in modo, cioè, che la nostra identità non coincida con ciò che pensiamo, perché l’essere umano è molto più di questo.

Mi spiego.

Immagina una mamma sotto stress che pensa una sola volta, in una giornata nera, “Oggi vorrei buttare i miei figli dalla finestra da quanto mi fan diventare matta!” e poi si spaventa per aver pensato questo. Non solo, ma inizia a rimuginare su questo pensiero criticandosi ed etichettandosi come cattiva madre.  In questa situazione puoi vedere come questa mamma si sia identificata col suo pensiero tanto da ritenere di non essere una buona madre. Questa operazione è esattamente ciò che non dobbiamo fare.

I pensieri aggressivi ci sono, esistono, ma non equivalgono alle intenzioni! Se chiedessi a questa mamma “Faresti mai del male ai tuoi figli” è molto probabile che con disgusto direbbe “No, mai!”, eppure si è spaventata per averlo anche solo pensato.

Noi siamo più dei nostri pensieri! Le nostre intenzioni ed i nostri comportamenti valgono molto di più di qualche “impulso elettrico”! Questo aspetto personalmente lo trovo confortante.

I pensieri possono essere negativi e ossessivi?

Sulla scia di quanto emerso avrai già ipotizzato la risposta. Non esistono di per sé pensieri positivi o negativi, pensieri ossessivi o non ossessivi. Sei tu che poni un giudizio sul singolo pensiero trasformandolo in negativo, di  per sé è neutro. Stesso discorso vale per le ossessioni: i pensieri compaiono e dopo pochi secondi scompaiono autonomamente, come in un flusso. Siamo noi che ne tratteniamo alcuni, ci rimuginiamo e li trasformiamo in ossessioni.

Ricorda le 3 i che definiscono i pensieri:

sono INNOCUI (non giungono alla nostra mente per farci del male o del bene),

sono IMPERMANENTI (non sono fatti per durare a lungo nella mente)

e sono INCONSISTENTI (non hanno vita propria, ma è l’essere umano che li trasforma in qualcosa di negativo).

Come posso lavorare sui miei pensieri in modo da poter applicare tutto ciò?

Una delle strategie più potenti è proprio la mindfulness, ovvero un insieme di pratiche di consapevolezza che provengono dalla filosofia buddista ma che negli ultimi decenni è stata sistematizzata da numerosi ricercatori e psicoterapeuti fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui esistono dei veri e propri protocolli per il trattamento di vari disturbi psichiatrici. A noi interessa soprattutto sviluppare le pratiche di consapevolezza base in cui, ad esempio, attraverso la respirazione e l’attenzione focalizzata, è possibile imparare a riconoscere quando la nostra mente vaga e a riportarla nel presente, attraverso un atteggiamento non giudicante.

Se vuoi imparare ad allenarti in questo ti posso consigliare dei libri (che trovi qui sotto) e due strade che ho personalmente trovato molto utili:

visita il sito www.psinel.com in cui il dott.Romagnoli oltre a scrivere molti articoli e ad avere il podcast di psicologia più ascoltato in Italia, promuove dei corsi sulla mindfulness.

Inoltre trovo utile l’app Serenity che fornisce  10 minuti al giorno di meditazioni mindful guidate, da avere sul proprio smartphone (scaricabile sia dall’App Store che da Google Play.

E tu, hai mai utilizzato queste pratiche? Le conoscevi già? Fammi sapere cosa ne pensi nello spazio sottostante.

Libri utili

Se desideri approfondire questo argomento ti consiglio i seguenti libri:

"Qui e ora. Strategie quotidiane di mindfulness" di Ronald Siegel

"Vivere momento per momento" di Jon Kabat-Zinn

"Mindfulness per principianti" di Jon Kabat-Zinn

"Manuale clinico di mindfulness" di Francesco Didonna (per i colleghi psicologi che desiderano comprendere a fondo i principi mindfulness)

Lascia un commento