L’esperienza del lutto

A tutti è capitato o capiterà di vivere una delle esperienze più forti e che mettono più a dura prova l’essere umano: il lutto.

Innanzitutto c’è da fare una specificazione rispetto a cosa si intenda in psicologia per “esperienza di lutto”. Essa riguarda non solo la perdita di una persona cara ma fa riferimento a tutti i tipi di perdita che possiamo incontrare. parleremo di lutto, quindi, anche quando una persona perde il lavoro, quando sta attraversando una separazione/divorzio, un cambio di abitazione o di lavoro e infine quando i figli lasciano la casa dei genitori per preghieracreare una propria famiglia. Cerchiamo di trovare ora qual è il filo conduttore di tutte queste esperienze: se ci pensiamo bene questi che ho elencato sono dei cambiamenti più o meno intensi e con un impatto che può essere vissuto in modo negativo, in cui le persone si sentono tristi perché “perdono” qualcosa.

Possiamo quindi definire il lutto un processo di cambiamento in cui ci sentiamo tristi perché perdiamo una parte per noi importante di esperienza che non tornerà più. Ciò è doloroso e a volte angosciante.

Quando il dolore sembra non passare mai

Il lutto è un’esperienza che è segnata da un inizio e da una fine, in cui la persona integra la propria esperienza passata (i ricordi con la persona che non c’è più, le competenze lavorative e le relazioni acquisite nel vecchio lavoro ecc) con una prospettiva futura più serena e completa. Se ciò non avviene significa che c’è un blocco, la persona fatica ad andare avanti e a lasciar andare qualche aspetto del passato per una o più ragioni personali. Non esiste una tempistica universale che indichi quando un lutto possa essere definito risolto o non risolto. In linea generale possiamo dire però che se dopo un anno circa, la persona si sente ancora molto triste per la perdita, il pensiero sembra riportare sempre alla persona deceduta oppure all’esperienza terminata (matrimonio, lavoro …) e si fatica ad investire su altre persone e attività con l’idea che “niente sarà più come prima” CIELO sostegno psicologico all'elaborazione del lutto - Copia (2)allora è possibile che abbiamo a che fare con un lutto non risolto. La cosa utile è lavorare su di sé per comprendere come lasciar andare gli aspetti dolorosi trattenendo i ricordi positivi. Rimandare questo potrebbe aumentare il rischio di incorrere in una depressione con tutte le complicazioni che questo disturbo porta con sé. Una delle situazioni che infatti possono stimolare un disturbo depressivo è proprio un lutto non risolto portato avanti per svariato tempo. Un lavoro psicologico mirato può aiutare molto a superare questi momenti di sconforto e dolore, aiutando la persona ad integrarli con il suo vissuto personale e con i ricordi positivi.

Se desideri maggiori informazioni su questo aspetto resto a disposizione via mail elerinaldi.psi@gmail.com

A cura della dott.ssa Eleonora Rinaldi – psicologa

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