I compiti e bisogni degli adolescenti

Ho avuto ieri sera il piacere di partecipare ad un incontro con il prof.Gianoli (psicoterapeuta e docente) il quale ha parlato degli elementi caratterizzanti l’adolescenza e di quali siano i bisogni di base in questa fascia d’età. Cercherò in questo articolo di sintetizzarne i contenuti.

Partiamo dalla definizione di adolescenza: è una fase della vita che inizia indicativamente a 11 anni e termina a 40! Viene così suddivisa:

  • 11-14 anni pre-adolescenza (coincide con le scuole medie)
  • 15-18 anni adolescenza vera (coincide con le scuole superiori)
  • 19-40 anni adolescenza sociologica.

Nell’ultimo decennio, a causa di difficoltà economiche, lavorative e del prolungamento degli anni di studio i ragazzi non creano una propria famiglia prima dei 30 anni e a volte anche molto dopo. Da alcuni autori questo fenomeno è stato definito appunto “adolescenza sociologica”.

L’adolescenza inizia indistintamente con la pubertà e lo sviluppo psico-sessuale del ragazzo e della ragazza.

Quali sono i compiti centrali dell’adolescenza (15-18 anni)

IDENTITA’: il ragazzo e la ragazza hanno bisogno di rispondere alle domande “Chi sono io? Chi voglio essere?”. Chiaramente questi quesiti non se li pongono in modo intenzionale ma emergono dal modo di vestire, di pettinarsi, di porsi, dalle scelte fatte in termini di sport, scuola, amicizie ecc.

Molto spesso a quest’età si parla di ribellione, di “opporsi per porsi”. In effetti l’adolescente si oppone all’autorità (genitori, insegnanti, educatori, allenatori) per salvaguardare la propria posizione. Non è raro vedere ad esempio una sedicenne frequentare un ragazzo che non piace al padre e finchè il padre si oppone, la ragazza continuerà a starci assieme. Nel momento in cui il genitore alza le braccia e si arrende, la figlia lascia il fidanzato. Ha messo in chiaro così che “sono io a guidare la mia vita e a decidere per me”.

SPERIMENTARE: l’adolescente sente il bisogno di fare “degli assaggini” in tutti i campi che possono comprendere la sessualità, le amicizie, il fumo, le sostanze. Ciò aiuta a capire con chi vuole stare e da chi e cosa si vuole allontanare.

SEPARAZIONE FISICA E PSICOLOGICA dalle figure adulte. Gianoli ha sottolineato in più modi che se ci si ritrova a ripetere al figlio “questa casa non è un albergo!” oppure “perché non parli più con me?” “perché preferisci stare solo in contatto coi tuoi amici?” siamo all’interno della piena normalità! Compito dell’adolescente è infatti anche quello di trovare la sua dimensione, il suo ruolo nel mondo e per farlo ha bisogno di staccarsi dai genitori, a volte anche ribellandosi. È normale che creino dei giardini segreti e che non desiderino condividere con i grandi ed è bene rispettarli in questo.

Per portare a termine questi 3 compiti, di cosa ha bisogno l’adolescente? Quale deve essere il ruolo dell’adulto e del genitore?

  1. BASE SICURA da cui partire per poter sperimentare e PORTO SICURO a cui approdare nei momenti di ritiro e difficoltà. Come si crea tutto ciò? Con una vita personale e di coppia soddisfacente e appagante. Se il ragazzo vede che l’adulto sa stare in piedi da solo e che non ha bisogno di focalizzarsi su di lui per sentirsi importante, si sentirà libero di vivere la sua età e, appunto, di sperimentare, sapendo che nel momento in cui c’è qualcosa che desidera condividere, i genitori sono lì, pronti ad ascoltarlo.
  2. RICEVERE TRE PERMESSI IMPORTANTI:
    1. Sii te stesso, perché mi piaci per ciò che sei e mi fido delle tue scelte! Ad esempio, rispetto alla scelta della scuola superiore o di ciò che si desidera fare dopo le superiori. Quante volte lasciamo che siano i ragazzi a scegliere e quante volte invece li direzioniamo su questo?
    2. Puoi riuscire, puoi farcela! Non ripetete continuamente ai ragazzi “sei sempre il solito, non cambierai mai! Se vai avanti così non andrai da nessuna parte! Non capisci nulla! Ecc.”
    3. E’ naturale avere una sessualità. Non negare il fatto che un adolescente abbia degli impulsi sessuali perché ciò gli impedisce di vivere questo aspetto con naturalezza.
  3. RICEVERE INFORMAZIONI: anche se dimostrano il contrario, gli adolescenti non sono a conoscenza di tutto. Hanno spesso domande e dubbi e non sanno a chi rivolgersi perché temono di risultate fuori luogo o perché effettivamente non ci sono attorno a loro adulti capaci di supportarli. Se siete genitori, non entrate in competizione con altri adulti rispetto a questo. Se vostro figlio si affida ad un allenatore, un insegnante, uno psicologo o ad un’altra figura per ricevere le informazioni di cui ha bisogno, l’obiettivo importante è che sappia chiedere e riceva tutte le informazioni che cerca. Questo è ciò che conta.
  4. DARE POCHE REGOLE CHIARE E SALVAVITA. Chiaramente il fatto che l’adolescente abbia bisogno di sperimentare e sentirsi libero non toglie che abbia parallelamente bisogno di conoscere i limiti e le conseguenze delle azioni. Date perciò poche regole chiare di condotta e parlate con loro delle conseguenze di certe azioni.

Conclusioni

Bene, queste in breve sono state le tematiche affrontate dal relatore con l’utilizzo anche di molteplici esempi pratici. Una disamina, secondo me, molto chiara che offre parecchi spunti di riflessione a tutti gli adulti che si occupano di adolescenza e che quotidianamente vivono con i ragazzi.

Ci tengo a dare anche il mio punto di vista. Gli adolescenti odierni possono sembrare diversi da quelli di un tempo ma il fatto è che i compiti a cui sono chiamati a rispondere sono gli stessi. Ciò che è cambiato è la società in cui vivono oggi ed è bene chiedersi: io so essere un buon punto di riferimento? So stare in piedi da solo e lo so mostrare a mio figlio/allievo? So come essere soddisfatto della mia vita e so motivarmi in ciò che faccio?  Perché spesso pretendiamo questo dagli adolescenti ma non sappiamo essere un buon esempio.

Cosa ne pensi? Mi piacerebbe sapere la tua opinione su questo tema e sui punti toccati dal prof. Gianoli e che ho descritto nell’articolo. Se ti fa piacere lasciami un commento qui sotto.

1 commento

  1. […] Durante la seconda serata in programma per il ciclo “Crescere figli sani per farne adulti maturi”, il prof. Gianoli ha affrontato il tema del rischio e in particolare delle esperienze rischiose che gli adolescenti si ritrovano a compiere. Di seguito ne riassumerò i punti principali. Per chi desiderasse conoscere di cosa il professore ha parlato durante la prima sera, trovate l’articolo qui. […]

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