Come si sviluppa una personalità narcisista?

narcisista

Se hai già letto il post “Riconoscere un narcisista” hai già un’idea delle caratteristiche centrali di questa personalità. Le ripeto brevemente:

Crede di essere speciale e che tutto gli sia dovuto; non è spesso capace di tollerare le frustrazioni e di posporre i suoi bisogni per far spazio magari ai tuoi; è emotivamente distante e poco empatico; svaluta e umilia quando le cose non vanno come vorrebbe o quando è sotto stress; può essere arrogante, saccente, pretenzioso e snob.

Nel post “Come si sviluppa la personalità: il bambino che sono stato” ti ho raccontato come le relazioni importanti della nostra infanzia ci hanno resi ciò che siamo oggi, sia negli aspetti positivi sia in quelli negativi. Iniziamo quindi a chiederci: quali esperienze può aver avuto questo bambino, questa bambina per aver sviluppato rigidi aspetti narcisistici? Avrà trovato delle relazioni accoglienti, sane e amorevoli oppure avrà sperimentato altro?

Vediamolo insieme.

Il bambino viziato

Lorna Benjamin, psicoterapeuta e sviluppatrice della terapia ricostruttiva interpersonale, definisce il narcisista “sua maestà il bambino” a sottolineare il fatto che alcuni narcisisti, durante l’infanzia, sono stati oggetto di lodi incondizionate, regali dal valore incredibile ma scarsamente abituati a tollerare limiti e regole. Un bambino cresciuto in questo modo impara perciò che tutto gli è dovuto anche da adulto: e perché mai dovrebbe essere diverso?

viziato

Fornire lodi incondizionate significa premiare qualsiasi comportamento del bambino, anche quelli negativi da scoraggiare. C’è un aspetto importante che va sottolineato: il bambino va amato sempre e comunque in quanto tale ma i suoi comportamenti non vanno sempre accettati e premiati. Quando compie un errore va aiutato a capire quali sono le conseguenze delle sue azioni.

Il bambino iper protetto

Rendere serena la vita ad un bambino è l’obiettivo di ogni mamma e di ogni papà. Ma cosa accade se i genitori gli rendono la vita fin troppo facile, evitandogli le  frustrazioni e le difficoltà? Queste ultime sono essenziali nello sviluppo di un bambino poiché è proprio affrontando le difficoltà che impara a capire quali sono le sue capacità e sviluppa il senso di auto-efficacia descritto da Albert Bandura.

Impara anche un altro aspetto: “se io non sono adeguato, non sono capace e mamma e papà si battono sempre per me, anche da grande dovrò cerare e pretendere che gli altri facciano per me”.

Ed ecco nascere il senso di pretenziosità, la convinzione di essere speciale e che gli altri gli debbano tutto.

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Il bambino solo e deprivato

Il terzo tipo di esperienza che può aver avuto un narcisista durante l’infanzia è forse la peggiore, la più dura. Uno o entrambi i genitori rigidi, hanno puntato tutto sul figlio al fine di accrescere la propria personale autostima attraverso i suoi successi. Il successo del figlio diventa quindi strumento per il benessere del genitore.

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Qual è il dramma qui? Che questo bambino viene spinto, in modo più o meno esplicito dai genitori, a dare prestazioni sempre più alte per poter essere all’altezza dell’attenzione e dell’amore. Un voto inferiore al 10, una prestazione sportiva non perfetta diventano motivo di critica o derisione. Questa persona svilupperà quindi un senso profondo di inadeguatezza e vergogna con la conseguente decisione “non mostrerò mai la mia parte vulnerabile perché è imperfetta. Costruirò quindi un immagine dorata, perfetta e questa mi basterà”.

Tre esperienze molto diverse che producono tipologie di narcisismo diverse ma ugualmente potenti dal punto di vista relazionale

Cosa accade nell’età adulta?

Durante l’infanzia, i sentimenti ripetitivi e dolorosi collegate a queste esperienze di deprivazione e critica presto sono divenute cartelle di file all’interno della sua mente, file contenenti inossidabili verità che definiranno lui, il suo futuro e il mondo intorno a lui (Beahri W. Disarmare il narcisista).

Dalla prima età adulta, il semplice fatto di entrare in una stanza piena di estranei diventa un’esperienza che attiva lo schema; egli apre la cartella di file e, basandosi sulle informazioni contenute all’interno, prevede che sarà giudicato, ignorato o deriso dagli altri.  Tutto ciò a partire dalle esperienze che ha avuto da bambino.

Pur di evitare questo senso di vergogna attiverà dei comportamenti in risposta a tale sensazione. Diventerà quindi sprezzante, si mostrerà snob, avrà atteggiamenti di prepotenza oppure si mostrerà eccessivamente competitivo.

Indicazioni per genitori

Molti genitori pensano che i bambini crescano con delle bussole interne sagge che al momento opportuno li renderanno altruisti al punto giusto, con buona stima di sé e capaci di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
Non è così!

Cosa è importante fare quindi? È importante aiutare il bambino a

- Calibrare bene il termometro del DARE e AVERE;
- Sviluppare un senso di RESPONSABILITA’ per le proprie azioni;
- Creare dei VALORI personali in base a quelli familiari (cos’è importante per voi? A cosa date la priorità? Come è bene comportarsi con gli altri? Ecc.)

A fianco trovi alcune letture che potranno essere utili se sei un genitore, a maggior ragione se fatichi a dare le regole ai tuoi figli. Ricorca: se tu migliori e cresci a livello personale, anche loro impareranno a farlo!

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